Trovare un traduttore non è affatto difficile: è sufficiente visitare uno dei numerosi siti dedicati alla nostra professione (Proz, Aquarius, Translatorscafe, solo per citarne alcuni) o digitare ‘traduttore dall’inglese all’italiano’ in un motore di ricerca come Google per ottenere un numero di risultati davvero notevole.
Di gran lunga più impegnativo, invece, è scegliere la persona giusta e riuscire a valutarne a priori le capacità e la qualità del suo lavoro. I professionisti seri sono tanti, per fortuna. Eppure i luoghi comuni, i falsi miti che caratterizzano il mondo della traduzione, la preoccupante diffusione di programmi di traduzione automatica hanno contribuito alla proliferazione di un gran numero di 'improvvisatori' che ritengono che la conoscenza di una lingua straniera sia di per sé sufficiente per intraprendere quest'attività.
Ho deciso con grande entusiasmo di diventare traduttrice 10 anni fa e nel tempo mi sono convinta che per svolgere questo lavoro con serietà e rigore è necessario ispirarsi ad alcuni principi irrinunciabili che un professionista serio non dovrebbe mai perdere di vista. Ho scelto quindi di:
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Evitare la 'tuttologia'. Nell'ambito della traduzione tecnica, specializzarsi in alcuni campi, senza improvvisarsi esperti di materie poco note, è l'unico modo per produrre un lavoro qualitativamente valido e soddisfare le aspettative del cliente.
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Uscire dall’isolamento che il nostro lavoro spesso facilita.
Oggi sono disponibili numerose fonti di informazioni e occasioni di
confronto per i traduttori: mailing list come Langit, Biblit, tanto
per citare solo quelle più importanti in lingua italiana, rappresentano
punti d’incontro virtuali (e non solo!) preziosissimi che consentono
di scambiarsi idee, stabilire relazioni lavorative e ampliare i propri
orizzonti grazie a un confronto costruttivo sui temi più disparati.
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Scegliere come target esclusivamente la propria lingua madre. La produzione di un testo scorrevole e chiaro presuppone una padronanza assoluta della lingua in cui si traduce.
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Aggiornarsi costantemente nei propri campi di specializzazione e imparare a gestire la varietà che caratterizza il nostro lavoro, con la giusta dose di flessibilità e curiosità.
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Investire in tecnologia (dotazione hardware all'avanguardia) e in tutti gli strumenti necessari per lo svolgimento del proprio lavoro (il software e i programmi CAT più aggiornati, negli ambiti in cui questi ultimi risultano decisamente utili).
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Spiegare al cliente che la tariffa proposta racchiude in sé una
serie di variabili e la qualità è il miglior investimento,
non soltanto un costo.
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Lavorare con le parole significa anche imparare a conoscerne le insidie.
Da 10 anni svolgo questa attività tenendo ben presente questo impegno e gli obiettivi più importanti che dovrebbero essere alla base del lavoro di un traduttore: qualità e professionalità.
..."È un lavoro, meno spesso anche un mestiere, talvolta addirittura una gioia."
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